Il mio post di oggi vuole rappresentare una riflessione più ampia, legata a diverse discussioni sentite in quest’ultimo periodo: spesso si fa confusione tra comunicazione sul web e cincischiare sui social, in particolare su Facebook, come se la comunicazione (e il marketing) avesse un valore minore a seconda della piattaforma utilizzata . In una discussione su Friendfeed intorno alle novità di Zuckerberg sulle brand page, Mafe de Baggis sottolinea che l’elemento centrale in una strategia di comunicazione non dev’essere il contenitore, che appunto può cambiare anche perché non è sotto il nostro controllo, ma il contenuto (chiedo scusa se non riporto l’esatta citazione).
Ed è proprio questo che con il mio lavoro cerco di fare: far emergere il contenuto che un’azienda molto spesso tiene nascosto nelle proprie brochure, abituata, in molti casi fortunati, a essere cercata dai clienti perché leader in un determinato settore da tanti anni. Scegliere il contenuto, organizzarlo e ripubblicarlo sui canali più adatti (il sito, il blog e i social network più pertinenti oltre che più facilmente gestibili dalle risorse interne dell’azienda) in modo da raggiungere i target preposti, che quasi sempre coincidono con l’acquisizione di nuovi clienti.
Non possiamo sapere domani se ci sarà ancora Facebook o se ci sarà una diversa piattaforma pronta a sostituirlo, ma quello che abbiamo imparato è che il nostro contenuto dev’essere sempre più fruibile e disponibile, perché i nostri clienti (che si tratti di B2C o di B2B) sono sempre di più consumatori consapevoli e non si accontentano.
Per questo sono persuasa che sia arrivato il momento di aprirsi.