Vorrei prendere spunto da questo articolo, scritto da Serena Danna il 12 marzo su blog del Corriere.it Solferino28 intitolato provocatoriamente “Tutti possono fare il direttore di giornale?” L’articolo narra dell’acquisto del giornale “The New Republic” da parte di uno dei cofondatori di Facebook Chris Hughes e il punto è che questo persona, definita un “giovane imprenditore” senza alcuna competenza giornalistica, si troverà a fare il direttore di un giornale.
Senza entrare nel merito della vicenda, e della peculiarità del fatto che in Italia non sarebbe così semplice che un ragazzo sotto i 30 anni acquistasse un giornale di cotanto prestigio, vorrei però soffermarmi sul fatto che la fluidità, o la liquidità (citando Bauman) che il web sta regalando alle nostre vite può essere un’arma a doppio taglio, in quanto rende talvolta difficile distinguere tra la professionalità e l’improvvisazione. Ma può essere anche fonte di nuove opportunità, visto che saranno richieste figure sempre più competenti e specializzate per affrontare la giungla di informazioni che ci troviamo davanti.
Si parla spesso di nuove professioni legati ai nuovi media e io sono sempre molto attenta a fare questa differenza, perché credo che le professioni siano sempre le stesse ma adattabili a nuovi strumenti: però sicuramente ci sono bisogni come l’ascolto che vanno sempre più colti.